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  • Lezione Scuola per Politici
    15:30 -18:30
    2020.04.03

    GOVERNANCE GLOBALE, CAPITALISMO, EUROPA ECONOMICA-FINANZIARIA-BANCARIA. QUALE CRESCITA POSSIBILE? DALL’ANALISI ALLA PROPOSTA

     

    Massimo Amato, Luciano Balbo

    “Globalizzazione senza fine o fine della globalizzazione? Il capitalismo oggi tra imprese multinazionali e finanza globale: il caso italiano”

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  • Lezione Scuola per Politici
    09:30 -12:30
    2020.04.04

    GOVERNANCE GLOBALE, CAPITALISMO, EUROPA ECONOMICA-FINANZIARIA-BANCARIA. QUALE CRESCITA POSSIBILE? DALL’ANALISI ALLA PROPOSTA

     

    Luca Bellocchio

    “Chi comanda nel XXI secolo? Mai più egemonia? La politica delle grandi potenze e il ruolo delle Over the top nel modellare gli Stati (democratici e non)”

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  • Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso
    09:00 -12:00
    2020.04.06

    Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso

    Docente di riferimento: Prof. Ernesto Mainoldi

     

    L’icona bizantina costituisce uno dei più significativi capitoli della storia dell’arte e dell’estetica occidentali. La concezione dell’arte sviluppata in seno all’impero romano d’Oriente a partire dall’epoca tardo-antica ha infatti esercitato una vasta influenza sulla riflessione e sulle espressioni artistiche durante tutto il medioevo fino all’età moderna nei più disparati contesti geografico-culturali, da quello greco-bizantino a quello latino, da quello arabo a quello slavo. Ha orientato non solo lo stile pittorico ma soprattutto una concezione dell’immagine che in Occidente è prevalsa fino al Rinascimento, ed è sopravvissuta nell’arte sacra dell’Oriente cristiano fino ai nostri giorni.

    Oggi, un vasto interesse per la pratica e la concezione iconografiche bizantine è tornato a diffondersi in Occidente. Il motivo di questo fenomeno può essere spiegato riconducendone le ragioni stilistiche, simboliche ed esecutive a una concezione dell’immagine capace di resistere alla critica della forma mimetica espressa dal Novecento e di incarnare un modello in cui la cultura visuale trova ragioni e modalità di fruizione radicate e profonde, che la distinguono dal fenomeno post-moderno della iper-proliferazione e della fruizione consumistica delle immagini.

    Nel pensiero iconico si ricapitola la concezione bizantina del mondo, sia per quanto riguarda la speculazione filosofica e teologica, sia per quanto riguarda la produzione artistica e la sua fruizione. Esso costituisce inoltre una ripresa creativa del pensiero ellenico tardo-antico, attraverso la rielaborazione dei concetti di sýmbolon e di eikṓn all’interno di un quadro ontologico originale. L’importanza concettuale e religiosa dell’immagine, e, conseguentemente, dell’uso rituale delle immagini a Bisanzio, apparirà con tutta evidenza se si considera che la civiltà bizantina soltanto ha conosciuto al suo interno uno scontro durato circa un secolo e mezzo tra i sostenitori della legittimità delle immagini sacre e i contestatore della loro legittimità, cioè tra iconofili e iconoclasti.

    Il ciclo di lezioni che qui si propone – 5 incontri da due ore – percorrerà le tappe della millenaria storia dell’icona e del pensiero iconico bizantino: partirà dalla formazione del concetto di immagine e di simbolo nell’Oriente cristiano, dai Padri cappadoci allo pseudo-Dionigi Areopagita, passerà per la crisi iconoclasta, arrivando agli sviluppi prodottisi nel contesto tardo-bizantino e slavo, fino al contemporaneo revival dell’icona.

     

    5 Lezioni frontali da due ore, le lezioni si articoleranno tenendo conto dei seguenti nuclei tematici:

     

    1)         L’elaborazione del concetto di immagine nell’Oriente cristiano. Dalla crisi ariana ai Padri Cappadoci. La nascita del pensiero iconico bizantino (IV-V sec.).

    2)         Lo pseudo-Dionigi Areopagita: la teologia della luce e la definizione del concetto di simbolo. Lo sviluppo dell’iconofilia bizantina (VI-VII sec.).

    3)         L’iconoclasmo e i suoi protagonisti (VII-IX sec.). Giovanni Damasceno e la prima fase del dibattito. Il secondo iconoclasmo e la sua elaborazione filosofica (Niceforo di Costantinopoli,    Teodoro Studita).

    4)         La restaurazione post-iconoclasta. La posizione occidentale: l’iconoclasmo sotto i Carolingi.  Bisanzio dopo Bisanzio: dalla caduta di Costantinopoli al mondo slavo.

    5)         Il revival novecentesco dell’icona e il contributo della diaspora russa. La riflessione sull’icona di Pavel Florenskij, Leonid Uspenskij, Sergej Bulgakov e Vladimir Lossky.

     

     

    Alla fine del ciclo di lezioni il Centro ICONE rilascerà un apposito diploma attestante la frequenza agli studenti che avranno seguito l’attività integralmente.

     

    Per iscrizioni e informazioni scrivere all’indirizzo icone@studenti.unisr.it

     

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  • Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso
    09:00 -12:00
    2020.04.07

    Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso

    Docente di riferimento: Prof. Ernesto Mainoldi

     

    L’icona bizantina costituisce uno dei più significativi capitoli della storia dell’arte e dell’estetica occidentali. La concezione dell’arte sviluppata in seno all’impero romano d’Oriente a partire dall’epoca tardo-antica ha infatti esercitato una vasta influenza sulla riflessione e sulle espressioni artistiche durante tutto il medioevo fino all’età moderna nei più disparati contesti geografico-culturali, da quello greco-bizantino a quello latino, da quello arabo a quello slavo. Ha orientato non solo lo stile pittorico ma soprattutto una concezione dell’immagine che in Occidente è prevalsa fino al Rinascimento, ed è sopravvissuta nell’arte sacra dell’Oriente cristiano fino ai nostri giorni.

    Oggi, un vasto interesse per la pratica e la concezione iconografiche bizantine è tornato a diffondersi in Occidente. Il motivo di questo fenomeno può essere spiegato riconducendone le ragioni stilistiche, simboliche ed esecutive a una concezione dell’immagine capace di resistere alla critica della forma mimetica espressa dal Novecento e di incarnare un modello in cui la cultura visuale trova ragioni e modalità di fruizione radicate e profonde, che la distinguono dal fenomeno post-moderno della iper-proliferazione e della fruizione consumistica delle immagini.

    Nel pensiero iconico si ricapitola la concezione bizantina del mondo, sia per quanto riguarda la speculazione filosofica e teologica, sia per quanto riguarda la produzione artistica e la sua fruizione. Esso costituisce inoltre una ripresa creativa del pensiero ellenico tardo-antico, attraverso la rielaborazione dei concetti di sýmbolon e di eikṓn all’interno di un quadro ontologico originale. L’importanza concettuale e religiosa dell’immagine, e, conseguentemente, dell’uso rituale delle immagini a Bisanzio, apparirà con tutta evidenza se si considera che la civiltà bizantina soltanto ha conosciuto al suo interno uno scontro durato circa un secolo e mezzo tra i sostenitori della legittimità delle immagini sacre e i contestatore della loro legittimità, cioè tra iconofili e iconoclasti.

    Il ciclo di lezioni che qui si propone – 5 incontri da due ore – percorrerà le tappe della millenaria storia dell’icona e del pensiero iconico bizantino: partirà dalla formazione del concetto di immagine e di simbolo nell’Oriente cristiano, dai Padri cappadoci allo pseudo-Dionigi Areopagita, passerà per la crisi iconoclasta, arrivando agli sviluppi prodottisi nel contesto tardo-bizantino e slavo, fino al contemporaneo revival dell’icona.

     

    5 Lezioni frontali da due ore, le lezioni si articoleranno tenendo conto dei seguenti nuclei tematici:

     

    1)         L’elaborazione del concetto di immagine nell’Oriente cristiano. Dalla crisi ariana ai Padri Cappadoci. La nascita del pensiero iconico bizantino (IV-V sec.).

    2)         Lo pseudo-Dionigi Areopagita: la teologia della luce e la definizione del concetto di simbolo. Lo sviluppo dell’iconofilia bizantina (VI-VII sec.).

    3)         L’iconoclasmo e i suoi protagonisti (VII-IX sec.). Giovanni Damasceno e la prima fase del dibattito. Il secondo iconoclasmo e la sua elaborazione filosofica (Niceforo di Costantinopoli,    Teodoro Studita).

    4)         La restaurazione post-iconoclasta. La posizione occidentale: l’iconoclasmo sotto i Carolingi.  Bisanzio dopo Bisanzio: dalla caduta di Costantinopoli al mondo slavo.

    5)         Il revival novecentesco dell’icona e il contributo della diaspora russa. La riflessione sull’icona di Pavel Florenskij, Leonid Uspenskij, Sergej Bulgakov e Vladimir Lossky.

     

     

    Alla fine del ciclo di lezioni il Centro ICONE rilascerà un apposito diploma attestante la frequenza agli studenti che avranno seguito l’attività integralmente.

     

    Per iscrizioni e informazioni scrivere all’indirizzo icone@studenti.unisr.it

     

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  • Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso
    09:00 -12:00
    2020.04.08

    Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso

    Docente di riferimento: Prof. Ernesto Mainoldi

     

    L’icona bizantina costituisce uno dei più significativi capitoli della storia dell’arte e dell’estetica occidentali. La concezione dell’arte sviluppata in seno all’impero romano d’Oriente a partire dall’epoca tardo-antica ha infatti esercitato una vasta influenza sulla riflessione e sulle espressioni artistiche durante tutto il medioevo fino all’età moderna nei più disparati contesti geografico-culturali, da quello greco-bizantino a quello latino, da quello arabo a quello slavo. Ha orientato non solo lo stile pittorico ma soprattutto una concezione dell’immagine che in Occidente è prevalsa fino al Rinascimento, ed è sopravvissuta nell’arte sacra dell’Oriente cristiano fino ai nostri giorni.

    Oggi, un vasto interesse per la pratica e la concezione iconografiche bizantine è tornato a diffondersi in Occidente. Il motivo di questo fenomeno può essere spiegato riconducendone le ragioni stilistiche, simboliche ed esecutive a una concezione dell’immagine capace di resistere alla critica della forma mimetica espressa dal Novecento e di incarnare un modello in cui la cultura visuale trova ragioni e modalità di fruizione radicate e profonde, che la distinguono dal fenomeno post-moderno della iper-proliferazione e della fruizione consumistica delle immagini.

    Nel pensiero iconico si ricapitola la concezione bizantina del mondo, sia per quanto riguarda la speculazione filosofica e teologica, sia per quanto riguarda la produzione artistica e la sua fruizione. Esso costituisce inoltre una ripresa creativa del pensiero ellenico tardo-antico, attraverso la rielaborazione dei concetti di sýmbolon e di eikṓn all’interno di un quadro ontologico originale. L’importanza concettuale e religiosa dell’immagine, e, conseguentemente, dell’uso rituale delle immagini a Bisanzio, apparirà con tutta evidenza se si considera che la civiltà bizantina soltanto ha conosciuto al suo interno uno scontro durato circa un secolo e mezzo tra i sostenitori della legittimità delle immagini sacre e i contestatore della loro legittimità, cioè tra iconofili e iconoclasti.

    Il ciclo di lezioni che qui si propone – 5 incontri da due ore – percorrerà le tappe della millenaria storia dell’icona e del pensiero iconico bizantino: partirà dalla formazione del concetto di immagine e di simbolo nell’Oriente cristiano, dai Padri cappadoci allo pseudo-Dionigi Areopagita, passerà per la crisi iconoclasta, arrivando agli sviluppi prodottisi nel contesto tardo-bizantino e slavo, fino al contemporaneo revival dell’icona.

     

    5 Lezioni frontali da due ore, le lezioni si articoleranno tenendo conto dei seguenti nuclei tematici:

     

    1)         L’elaborazione del concetto di immagine nell’Oriente cristiano. Dalla crisi ariana ai Padri Cappadoci. La nascita del pensiero iconico bizantino (IV-V sec.).

    2)         Lo pseudo-Dionigi Areopagita: la teologia della luce e la definizione del concetto di simbolo. Lo sviluppo dell’iconofilia bizantina (VI-VII sec.).

    3)         L’iconoclasmo e i suoi protagonisti (VII-IX sec.). Giovanni Damasceno e la prima fase del dibattito. Il secondo iconoclasmo e la sua elaborazione filosofica (Niceforo di Costantinopoli,    Teodoro Studita).

    4)         La restaurazione post-iconoclasta. La posizione occidentale: l’iconoclasmo sotto i Carolingi.  Bisanzio dopo Bisanzio: dalla caduta di Costantinopoli al mondo slavo.

    5)         Il revival novecentesco dell’icona e il contributo della diaspora russa. La riflessione sull’icona di Pavel Florenskij, Leonid Uspenskij, Sergej Bulgakov e Vladimir Lossky.

     

     

    Alla fine del ciclo di lezioni il Centro ICONE rilascerà un apposito diploma attestante la frequenza agli studenti che avranno seguito l’attività integralmente.

     

    Per iscrizioni e informazioni scrivere all’indirizzo icone@studenti.unisr.it

     

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  • Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso
    09:00 -12:00
    2020.04.09

    Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso

    Docente di riferimento: Prof. Ernesto Mainoldi

     

    L’icona bizantina costituisce uno dei più significativi capitoli della storia dell’arte e dell’estetica occidentali. La concezione dell’arte sviluppata in seno all’impero romano d’Oriente a partire dall’epoca tardo-antica ha infatti esercitato una vasta influenza sulla riflessione e sulle espressioni artistiche durante tutto il medioevo fino all’età moderna nei più disparati contesti geografico-culturali, da quello greco-bizantino a quello latino, da quello arabo a quello slavo. Ha orientato non solo lo stile pittorico ma soprattutto una concezione dell’immagine che in Occidente è prevalsa fino al Rinascimento, ed è sopravvissuta nell’arte sacra dell’Oriente cristiano fino ai nostri giorni.

    Oggi, un vasto interesse per la pratica e la concezione iconografiche bizantine è tornato a diffondersi in Occidente. Il motivo di questo fenomeno può essere spiegato riconducendone le ragioni stilistiche, simboliche ed esecutive a una concezione dell’immagine capace di resistere alla critica della forma mimetica espressa dal Novecento e di incarnare un modello in cui la cultura visuale trova ragioni e modalità di fruizione radicate e profonde, che la distinguono dal fenomeno post-moderno della iper-proliferazione e della fruizione consumistica delle immagini.

    Nel pensiero iconico si ricapitola la concezione bizantina del mondo, sia per quanto riguarda la speculazione filosofica e teologica, sia per quanto riguarda la produzione artistica e la sua fruizione. Esso costituisce inoltre una ripresa creativa del pensiero ellenico tardo-antico, attraverso la rielaborazione dei concetti di sýmbolon e di eikṓn all’interno di un quadro ontologico originale. L’importanza concettuale e religiosa dell’immagine, e, conseguentemente, dell’uso rituale delle immagini a Bisanzio, apparirà con tutta evidenza se si considera che la civiltà bizantina soltanto ha conosciuto al suo interno uno scontro durato circa un secolo e mezzo tra i sostenitori della legittimità delle immagini sacre e i contestatore della loro legittimità, cioè tra iconofili e iconoclasti.

    Il ciclo di lezioni che qui si propone – 5 incontri da due ore – percorrerà le tappe della millenaria storia dell’icona e del pensiero iconico bizantino: partirà dalla formazione del concetto di immagine e di simbolo nell’Oriente cristiano, dai Padri cappadoci allo pseudo-Dionigi Areopagita, passerà per la crisi iconoclasta, arrivando agli sviluppi prodottisi nel contesto tardo-bizantino e slavo, fino al contemporaneo revival dell’icona.

     

    5 Lezioni frontali da due ore, le lezioni si articoleranno tenendo conto dei seguenti nuclei tematici:

     

    1)         L’elaborazione del concetto di immagine nell’Oriente cristiano. Dalla crisi ariana ai Padri Cappadoci. La nascita del pensiero iconico bizantino (IV-V sec.).

    2)         Lo pseudo-Dionigi Areopagita: la teologia della luce e la definizione del concetto di simbolo. Lo sviluppo dell’iconofilia bizantina (VI-VII sec.).

    3)         L’iconoclasmo e i suoi protagonisti (VII-IX sec.). Giovanni Damasceno e la prima fase del dibattito. Il secondo iconoclasmo e la sua elaborazione filosofica (Niceforo di Costantinopoli,    Teodoro Studita).

    4)         La restaurazione post-iconoclasta. La posizione occidentale: l’iconoclasmo sotto i Carolingi.  Bisanzio dopo Bisanzio: dalla caduta di Costantinopoli al mondo slavo.

    5)         Il revival novecentesco dell’icona e il contributo della diaspora russa. La riflessione sull’icona di Pavel Florenskij, Leonid Uspenskij, Sergej Bulgakov e Vladimir Lossky.

     

     

    Alla fine del ciclo di lezioni il Centro ICONE rilascerà un apposito diploma attestante la frequenza agli studenti che avranno seguito l’attività integralmente.

     

    Per iscrizioni e informazioni scrivere all’indirizzo icone@studenti.unisr.it

     

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  • Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso
    09:00 -12:00
    2020.04.10

    Eikṓn. Corso sull’iconografia bizantina e sul suo retroterra culturale, filosofico e religioso

    Docente di riferimento: Prof. Ernesto Mainoldi

     

    L’icona bizantina costituisce uno dei più significativi capitoli della storia dell’arte e dell’estetica occidentali. La concezione dell’arte sviluppata in seno all’impero romano d’Oriente a partire dall’epoca tardo-antica ha infatti esercitato una vasta influenza sulla riflessione e sulle espressioni artistiche durante tutto il medioevo fino all’età moderna nei più disparati contesti geografico-culturali, da quello greco-bizantino a quello latino, da quello arabo a quello slavo. Ha orientato non solo lo stile pittorico ma soprattutto una concezione dell’immagine che in Occidente è prevalsa fino al Rinascimento, ed è sopravvissuta nell’arte sacra dell’Oriente cristiano fino ai nostri giorni.

    Oggi, un vasto interesse per la pratica e la concezione iconografiche bizantine è tornato a diffondersi in Occidente. Il motivo di questo fenomeno può essere spiegato riconducendone le ragioni stilistiche, simboliche ed esecutive a una concezione dell’immagine capace di resistere alla critica della forma mimetica espressa dal Novecento e di incarnare un modello in cui la cultura visuale trova ragioni e modalità di fruizione radicate e profonde, che la distinguono dal fenomeno post-moderno della iper-proliferazione e della fruizione consumistica delle immagini.

    Nel pensiero iconico si ricapitola la concezione bizantina del mondo, sia per quanto riguarda la speculazione filosofica e teologica, sia per quanto riguarda la produzione artistica e la sua fruizione. Esso costituisce inoltre una ripresa creativa del pensiero ellenico tardo-antico, attraverso la rielaborazione dei concetti di sýmbolon e di eikṓn all’interno di un quadro ontologico originale. L’importanza concettuale e religiosa dell’immagine, e, conseguentemente, dell’uso rituale delle immagini a Bisanzio, apparirà con tutta evidenza se si considera che la civiltà bizantina soltanto ha conosciuto al suo interno uno scontro durato circa un secolo e mezzo tra i sostenitori della legittimità delle immagini sacre e i contestatore della loro legittimità, cioè tra iconofili e iconoclasti.

    Il ciclo di lezioni che qui si propone – 5 incontri da due ore – percorrerà le tappe della millenaria storia dell’icona e del pensiero iconico bizantino: partirà dalla formazione del concetto di immagine e di simbolo nell’Oriente cristiano, dai Padri cappadoci allo pseudo-Dionigi Areopagita, passerà per la crisi iconoclasta, arrivando agli sviluppi prodottisi nel contesto tardo-bizantino e slavo, fino al contemporaneo revival dell’icona.

     

    5 Lezioni frontali da due ore, le lezioni si articoleranno tenendo conto dei seguenti nuclei tematici:

     

    1)         L’elaborazione del concetto di immagine nell’Oriente cristiano. Dalla crisi ariana ai Padri Cappadoci. La nascita del pensiero iconico bizantino (IV-V sec.).

    2)         Lo pseudo-Dionigi Areopagita: la teologia della luce e la definizione del concetto di simbolo. Lo sviluppo dell’iconofilia bizantina (VI-VII sec.).

    3)         L’iconoclasmo e i suoi protagonisti (VII-IX sec.). Giovanni Damasceno e la prima fase del dibattito. Il secondo iconoclasmo e la sua elaborazione filosofica (Niceforo di Costantinopoli,    Teodoro Studita).

    4)         La restaurazione post-iconoclasta. La posizione occidentale: l’iconoclasmo sotto i Carolingi.  Bisanzio dopo Bisanzio: dalla caduta di Costantinopoli al mondo slavo.

    5)         Il revival novecentesco dell’icona e il contributo della diaspora russa. La riflessione sull’icona di Pavel Florenskij, Leonid Uspenskij, Sergej Bulgakov e Vladimir Lossky.

     

     

    Alla fine del ciclo di lezioni il Centro ICONE rilascerà un apposito diploma attestante la frequenza agli studenti che avranno seguito l’attività integralmente.

     

    Per iscrizioni e informazioni scrivere all’indirizzo icone@studenti.unisr.it

     

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  • Apertura Scuola per Architetti e Progettisti
    21:00 -23:00
    2020.04.15

    I° Sessione – Incontro introduttivo serale: ore 21

    “Natura e Artificio tra desiderio e possibilità: la Città, il territorio, come progettare, come produrre”

    Dialogo: Mario Cucinella e Aldo Colonetti

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  • Lezione Scuola per Politici
    11:17
    2020.04.17

    GOVERNANCE GLOBALE, CAPITALISMO, EUROPA ECONOMICA-FINANZIARIA-BANCARIA. QUALE CRESCITA POSSIBILE? DALL’ANALISI ALLA PROPOSTA

     

    Marco Lossani

    “Situazione macroeconomica europea e italiana dopo la crisi internazionale del 2007-2014: posizionamento competitivo, produttività, disoccupazione e vincoli europei”

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  • Lezione Scuola per Politici
    09:30 -12:30
    2020.04.18

    GOVERNANCE GLOBALE, CAPITALISMO, EUROPA ECONOMICA-FINANZIARIA-BANCARIA. QUALE CRESCITA POSSIBILE? DALL’ANALISI ALLA PROPOSTA

     

    Walter Joffrain

    “Inflazione, crescita economica moderata, eccesso di liquidità sui mercati finanziari e Trap Liquidity: aveva ragione la Bundesbank?”

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